In breve
- Il Testo unico (D.Lgs. 190/2024), in vigore dal 30 dicembre 2024, prevede tre regimi: attività libera, PAS e autorizzazione unica.
- Il regime dipende da tecnologia, potenza, area e vincoli, secondo gli allegati A, B e C.
- Il testo è già stato modificato dal correttivo D.Lgs. 178/2025 e dal DL 175/2025: va letto nella versione vigente.
Il Testo unico ha raccolto in un solo decreto regole prima sparse in molte fonti. Per chi sviluppa impianti il primo passo resta però lo stesso: capire quale percorso si applica al singolo progetto, perché da lì dipendono tempi, documenti e interlocutori.
I tre regimi
| Regime | Come funziona | Attenzione a |
|---|---|---|
| Attività libera | Interventi elencati nell’allegato A, con comunicazione dove prevista | Vincoli e atti di assenso possono restare necessari |
| PAS | Procedura abilitativa semplificata presso il Comune, per gli interventi dell’allegato B | Completezza della documentazione e assensi da acquisire |
| Autorizzazione unica | Procedimento unico con conferenza di servizi, per gli interventi dell’allegato C | Coordinamento con la valutazione ambientale e le opere di rete |
La valutazione di impatto ambientale segue regole proprie (D.Lgs. 152/2006): un impianto può ricadere in un regime semplificato e richiedere comunque una verifica ambientale, o il contrario. Le due letture vanno fatte insieme.
Cosa decide il regime
- Tecnologia e potenza, incluse le soglie degli allegati.
- Area: idoneità, zone di accelerazione, destinazione urbanistica.
- Vincoli: paesaggistici, culturali, naturalistici, idrogeologici.
- Tipo di intervento: nuovo impianto, modifica o potenziamento di uno esistente.
- Opere connesse, a partire dalla connessione, che può seguire lo stesso titolo dell’impianto.
Le modifiche da tenere presenti
Il correttivo D.Lgs. 178/2025, in vigore dall’11 dicembre 2025, è intervenuto tra l’altro su definizioni, accumuli e digitalizzazione dei procedimenti con la piattaforma SUER. Il DL 175/2025, convertito dalla legge 4/2026, ha inserito nel Testo unico la disciplina delle aree idonee. Per i procedimenti avviati prima del Testo unico è prevista una disciplina transitoria, con la possibilità per il proponente di optare per le nuove regole.
Prima di depositare
- Inquadrare l’intervento negli allegati, nella versione vigente del testo.
- Mappare i vincoli e gli enti che dovranno esprimersi.
- Verificare insieme l’eventuale procedura ambientale.
- Allineare layout, potenza e punto di connessione tra progetto, preventivo e istanza.
- Se il procedimento è già in corso, valutare la disciplina transitoria.
Un’istanza coerente fin dal deposito riduce le richieste di integrazione, che spesso pesano sui tempi più della durata formale del procedimento.
Testo informativo, aggiornato alla data di pubblicazione: non sostituisce un parere legale sul singolo caso.



