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Da fotovoltaico ad agrivoltaico: cosa cambia in un progetto in corso

Pecore al pascolo tra le file di moduli fotovoltaici

In breve

  • Un progetto agrivoltaico non è un fotovoltaico con i moduli più alti: va ridisegnato attorno all’attività agricola.
  • Le linee guida del giugno 2022 fissano requisiti su superficie, continuità agricola, produzione, altezza e monitoraggio.
  • Serve un operatore agricolo fin dall’inizio, e un’analisi di come la modifica incide sull’iter autorizzativo.

Con i limiti ai moduli a terra nelle zone agricole, molti progetti nati come fotovoltaici vengono rivisti in chiave agrivoltaica. La conversione è possibile, ma tocca quasi ogni parte del progetto e conviene valutarla per tempo.

I requisiti di riferimento

Le linee guida ministeriali del 27 giugno 2022 sono il riferimento principale, insieme alla prassi CEI PAS 82-93.

RequisitoCosa chiede
ASuperficie agricola almeno pari al 70% del totale; copertura dei moduli (LAOR) non oltre il 40%
BContinuità dell’attività agricola; produzione elettrica non inferiore al 60% di un impianto standard
CModuli sollevati: indicativamente da 1,3 m con attività zootecnica, da 2,1 m con attività colturale
DMonitoraggio del risparmio idrico e della continuità agricola
EMonitoraggio di fertilità del suolo, microclima e resilienza ai cambiamenti climatici

Le linee guida distinguono l’impianto agrivoltaico (A, B e D.2) da quello avanzato (A, B, C e D); il requisito E si aggiungeva per i contributi PNRR. Anche le definizioni sono state aggiornate dal correttivo al Testo unico, quindi vanno riverificate sul testo vigente.

Cosa cambia nel progetto

  • Layout: interfile più ampie per il passaggio dei mezzi agricoli, spesso con meno potenza sulla stessa area.
  • Strutture: altezze e fondazioni diverse, con effetti su costi, ombreggiamento e impatto visivo.
  • Piano agricolo: colture o pascolo scelti con un agronomo in base a suolo, acqua e clima del sito.
  • Gestione: un accordo chiaro con l’operatore agricolo su ruoli, accessi e durata.
  • Monitoraggio: strumenti e procedure da prevedere già nel progetto.
  • Piano economico: capex e produzione cambiano, e vanno aggiunti i ricavi e i costi agricoli.

Il nodo dell’iter

Se il progetto è già in istruttoria, la domanda è se la modifica si possa gestire come variante o richieda di ripartire. La risposta dipende dallo stato del procedimento, dal titolo e da quanto cambiano l’area e l’impatto dell’opera. Vanno riallineati anche connessione, studi ambientali e paesaggistici e accordi con i proprietari.

Le domande da porsi subito

  1. Il terreno può davvero sostenere l’attività agricola prevista, per suolo e acqua?
  2. Chi è l’operatore agricolo, e con quale impegno nel tempo?
  3. A che punto del procedimento conviene introdurre la modifica?
  4. Il progetto resta sostenibile con la nuova potenza e i nuovi costi?

Sono domande che richiedono competenze diverse attorno allo stesso tavolo: ingegneria, agronomia, ambiente e autorizzazioni.

Stai valutando un progetto?

Dalla due diligence al monitoraggio: raccontaci a che punto sei e vediamo insieme i prossimi passi.

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